martedì 1 maggio 2012

NON È IL 1° MAGGIO CHE VOGLIO


Oggi è il primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori. E quelli che vorrebbero lavorare e non hanno lavoro? E quelli che vorrebbero ancora lavorare e sono morti sotto una pressa? E quelli che si sono uccisi per la politica affamatoria di governanti puri e senza scrupoli? Per questi che festa è?
Nella mia solita scorribanda mattutina per il web (più che mattutina è notturna a causa della mia quasi insonnia) ho letto numerosi commenti di blogger a questa giornata di festa, alcuni rispettabili, altri dettati solo dal tormento di rispettare le feste comandate (e il primo maggio è giustamente una di queste), altri ancora insofferenti a tutto e a tutti, altri inneggianti alla lotta di classe e persino alcuni nostalgici del ventennio (non è chiaro a quale ventennio si riferiscono se questo che abbiamo appena trascorso con il clown del bunga-bunga o quello più antico con il mento volitivo del benitone nazionale).
Ma a tutti è sfuggito un particolare che dà nuovo e positivo smalto allo sforzo del governo per affrontare il problema del lavoro: alla vigilia della festa dei lavoratori il governo del tecnico Monti ha dato inizio alle assunzioni, mostrando al popolo italiano, lavoratori e imprenditori, come affrontare la tragica crisi internazionale oltre che italiana.
Non ve ne siete accorti? E allora vi faccio i primi tre nomi dei nuovi assunti e vi renderete conto quanto siete stati malvagi e di parte nel giudicare male il vostro governo e tutta la classe politica italiana.
Enrico Bondi: quello della Parmalat, sarà commissario straordinario con l’incarico di razionalizzare la spesa per l'acquisto di beni e servizi. Poveretto, è assunto a tempo determinato, infatti il suo incarico durerà, per ora, solo un anno e poi si vedrà.
Giuliano Amato: quello con la faccina da topo, con l’incarico di fornire al Presidente del Consiglio analisi e orientamenti sulla disciplina dei partiti per l’attuazione dei principi di cui all'articolo 49 della Costituzione, sul loro finanziamento nonché sulle forme esistenti di finanziamento pubblico, in via diretta o indiretta, ai sindacati.
Francesco Giavazzi: liberista filoamericano, con l’incarico di fornire, al Presidente del Consiglio e Ministro dell'Economia e delle finanze e al Ministro dello Sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti, analisi e raccomandazioni sul tema dei contributi pubblici alle imprese.
Tre poverelli e bisognosi di lavoro hanno trovato il pane e il companatico con cui sfamarsi.
A questo punto, ogni contestazione al governo sulla sua politica, al riguardo del lavoro e delle imprese, perde di significato politico e sociale: il governo assume!!

Ma, a ben ragionare, non mi pare che tutto sia così limpido come vogliono farmi credere. Il lavoro destinato ai Bondi, agli Amato e ai Giavazzi non è forse il lavoro che dovevano eseguire, in qualità di tecnici, i vari Monti seduti al tavolo circolare del Consiglio dei Ministri? Come mai dei tecnici chiamati (imposti dal Giorgio) a risolvere gli italici problemi ora chiamano (imposti questa volta dal Mario) altri tecnici per risolvere gli stessi problemi e i quali, a loro volta, per forza di cose, ne chiameranno altri fino a creare una piramide.
Su cosa poggerà questa piramide? Come sempre sulla povera gente, su noi pensionati, precari, senza lavoro, impossibilitati ad arrivare a fine mese, sui corpi di coloro che si sono uccisi perché impossibilitati a lavorare.
Questo primo maggio (ma come tanti altri precedenti) non è il primo maggio che voglio.







Stampa il post completo

Nessun commento:

Posta un commento