Oggi è il primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori. E
quelli che vorrebbero lavorare e non hanno lavoro? E quelli che vorrebbero
ancora lavorare e sono morti sotto una pressa? E quelli che si sono uccisi per
la politica affamatoria di governanti puri e senza scrupoli? Per questi che
festa è?
Nella mia solita scorribanda mattutina per il web (più che
mattutina è notturna a causa della mia quasi insonnia) ho letto numerosi commenti
di blogger a questa giornata di festa, alcuni rispettabili, altri dettati solo dal
tormento di rispettare le feste comandate (e il primo maggio è giustamente una
di queste), altri ancora insofferenti a tutto e a tutti, altri inneggianti alla
lotta di classe e persino alcuni nostalgici del ventennio (non è chiaro a quale
ventennio si riferiscono se questo che abbiamo appena trascorso con il clown
del bunga-bunga o quello più antico con il mento volitivo del benitone
nazionale).
Ma a tutti è sfuggito un particolare che dà nuovo e positivo
smalto allo sforzo del governo per affrontare il problema del lavoro: alla
vigilia della festa dei lavoratori il governo del tecnico Monti ha dato inizio
alle assunzioni, mostrando al popolo italiano, lavoratori e imprenditori, come
affrontare la tragica crisi internazionale oltre che italiana.
Non ve ne siete accorti? E allora vi faccio i primi tre nomi
dei nuovi assunti e vi renderete conto quanto siete stati malvagi e di parte
nel giudicare male il vostro governo e tutta la classe politica italiana.
Enrico Bondi: quello
della Parmalat, sarà commissario straordinario con l’incarico di razionalizzare
la spesa per l'acquisto di beni e servizi. Poveretto, è assunto a tempo
determinato, infatti il suo incarico durerà, per ora, solo un anno e poi si
vedrà.
Giuliano Amato: quello
con la faccina da topo, con l’incarico di fornire al Presidente del Consiglio
analisi e orientamenti sulla disciplina dei partiti per l’attuazione dei
principi di cui all'articolo 49 della Costituzione, sul loro finanziamento
nonché sulle forme esistenti di finanziamento pubblico, in via diretta o
indiretta, ai sindacati.
Francesco Giavazzi:
liberista filoamericano, con l’incarico di fornire, al Presidente del Consiglio
e Ministro dell'Economia e delle finanze e al Ministro dello Sviluppo delle
infrastrutture e dei trasporti, analisi e raccomandazioni sul tema dei
contributi pubblici alle imprese.
Tre poverelli e bisognosi di lavoro hanno trovato il pane e
il companatico con cui sfamarsi.
A questo punto, ogni contestazione al governo sulla sua
politica, al riguardo del lavoro e delle imprese, perde di significato politico
e sociale: il governo assume!!
Ma, a ben ragionare, non mi pare che tutto sia così limpido
come vogliono farmi credere. Il lavoro destinato ai Bondi, agli Amato e ai
Giavazzi non è forse il lavoro che dovevano eseguire, in qualità di tecnici, i
vari Monti seduti al tavolo circolare del Consiglio dei Ministri? Come mai dei
tecnici chiamati (imposti dal Giorgio) a risolvere gli italici problemi ora
chiamano (imposti questa volta dal Mario) altri tecnici per risolvere gli
stessi problemi e i quali, a loro volta, per forza di cose, ne chiameranno
altri fino a creare una piramide.
Su cosa poggerà questa piramide? Come sempre sulla povera
gente, su noi pensionati, precari, senza lavoro, impossibilitati ad arrivare a
fine mese, sui corpi di coloro che si sono uccisi perché impossibilitati a lavorare.
Questo primo maggio (ma come tanti altri precedenti) non è
il primo maggio che voglio.
Nessun commento:
Posta un commento