Non sono tempi tranquilli per i cattolici in genere e per i
cattolici italiani in particolare. Nerissime nubi si addensano sui cieli
vaticani preconizzando abbondante grandine. Non basteranno ombrelli e
ombrelloni se non si porrà, per tempo, un rimedio sicuro, un riparo.
Riflettendo, con la pacatezza adeguata alle cose vaticane, su
quanto successo di recente al di là del Tevere, ci accorgiamo immediatamente
che qualcosa non va per il suo verso.
Vi riporto qualche aneddoto di dominio pubblico e, per non
tediarvi su cose ormai note, mi basterà solo un accenno; mi limito a quattro episodi
emblematici e non di poco conto visto il riflesso negativo sulla comunità
cattolica.
DINO BOFFO, praticamente
silurato da direttore di Avvenire, il giornale dei Vescovi, per una velina
recapitata al giornale di famiglia del Silvio nazionale, con la quale gli si addebitavano
pratiche omosessuali accompagnate a molestie alle persone. Autori della velina
restano sconosciuti, anche se, su parte della stampa, si tenta un profilo
somigliante a Giovanni Maria Vian, l’attuale
direttore dell’Osservatore Romano. Un derby: curia romana (a capo della quale letteralmente
troneggia il Cardinal Tarcisio Bertone) contro vescovi italiani.
CARLO MARIA VIGANÒ,
Arcivescovo, Segretario del Governatorato vaticano, rimosso e “promosso” Nunzio
apostolico a Washington. Motivo nascosto: la denuncia da parte del porporato di
corruzione negli appalti e in alcuni settori amministrativi vaticani. Esecutore
materiale della rimozione e successiva promozione (pura ironia) il Segretario di
Stato Cardinal Tarcisio Bertone.
L’AUTORITÀ DI
INFORMAZIONE FINANZIARIA, viene istituita, coraggiosamente, da Benedetto XVI con lo scopo di
introdurre lo IOR, la banca vaticana, nella cosiddetta “lista bianca” del
sistema bancario internazionale così da rendere trasparente, per il passato e
per il futuro, ogni operazione economica e finanziaria. Cosa assolutamente
apprezzabile. Ma ecco che il Segretario di Stato, Cardinal Tarcisio Bertone,
non apprezza la trasparenza sul passato e mortifica le funzioni dell’Authority
e, conseguentemente, le prospettive di aderire alla citata “lista bianca”. Cosa
aveva da temere?
ETTORE GOTTI TEDESCHI
è l’interprete del quarto episodio che vi voglio accennare. Banchiere, presidente
della banca vaticana è stato cacciato via (il termine ufficiale è: sfiduciato)
come un malfattore. Motivo presunto: resistenza all’operazione di salvataggio
da parte del Vaticano dell’Ospedale San Raffaele, spasmodicamente sponsorizzata
dal solito Cardinal Tarcisio Bertone.
Come vedete, dietro a ciascun episodio spunta la mano del salesiano
segretario di stato Cardinal Tarcisio Bertone e sempre dalla parte del torbido.
Quale sarebbe il rimedio? Difficile a dirsi per le cose
della curia vaticana ma certamente il pensionamento del più volte citato Cardinale,
che per molti è l’anima nera del vaticano, porrebbe fine, credo, a questa
doviziosa distribuzione di veleni che ammorbano la carne e lo spirito del
popolo di Dio e porrebbe fine alla negativa pubblicità che a livello cosmico si
è abbattuta su questo Papa che, me ne dispiace, mostra una debolezza quasi
colpevole.
Se vogliamo ben vedere, ciò che appare è un altro derby: “B
vs B”, Bertone contro Benedetto. Ma chi perde è sempre il popolo.
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