L’Italia è un Paese ingovernabile, bisogna riformare l’architettura
istituzionale italiana.
La Corte Costituzionale è un organo politico in mano alla
sinistra.
Al Quirinale ci sono una serie di tecnici che con la lente d’ingrandimento
esaminano i dettagli della legge in base ai profili d’incostituzionalità e così
leggi già approvate rischiano di tornare alle Camere.
L’autore di questi concetti da me, arbitrariamente,
sintetizzati (ma a scopo benefico: per non farvi letteralmente morire dal
ridere) è Silvio Berlusconi, ma non
il Berlusconi di sette o otto mesi fa, ma il Berlusconi attuale, di oggi. Voi
vi chiederete come mai continua a sentenziare e a sparare cazzate (scusate, ma
quando ci vuole ci vuole) nonostante le malefatte del suo governo, nonostante sia
stato messo a riposo, nonostante ciò che emerge dalle telefonate delle
olgettine e nonostante la notevole recente performance elettorale. Vi
chiederete, io me lo sono chiesto, chi gli ha dato ancora la parola ed ecco la
verità.
Ricordate Guido Carli,
il banchiere, il politico democristiano, il ministro, il presidente dell’Università
LUISS? Non ho mai avuto grande stima di lui, lo ammetto, se non per la
battaglia che ha condotto contro la P2. Ebbene, l’associazione che porta il suo
nome ha conferito al nostro Silvio (fonte
Wikipedia: tessera P2 n. 1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625) nientemeno
che il “premio Carli” per la politica.
E per non farci mancare nulla ha conferito a Vittorio Feltri il “premio
Carli” per il giornalismo e forse conferirà a Nosferatu il “premio Carli”
per il donatore di sangue.
Quindi: non soltanto ha preso la parola per confermare la
sua inutilità politica ma proprio per questo motivo ha preso un premio e, beffa nella
beffa, gli è stato conferito da un’istituzione, l’Associazione Guido e Maria Carli, che dovrebbe vedere il bassotto
come fumo negli occhi. Non c’è più religione.
Curioso come una comare, sono andato a vedere chi sta dietro
all'Associazione e al premio e, ve lo giuro, sono rimasto
pietrificato: alcuni nomi, tanto per gradire.
Gianni Letta: presidente
della giuria del “Premio Carli”, nessuna presentazione, già lo conoscete come il
grigio e potente alter ego del capo.
Antonio Martusciello:
politico e co-fondatore di Forza Italia e già dirigente di Publitalia’80.
Giovanni Minoli:
l’ex pupillo di Bettino Craxi.
Mario Orfeo:
direttore del Messaggero di proprietà della famiglia Caltagirone.
Barbara Palombelli:
giornalista, collaboratrice in Mediaset per Matrix e Pomeriggio 5.
Tra i soci abbiamo anche:
Gianni Alemanno:
nostalgico (il termine esatto sarebbe fascista), noto spalatore di neve e sindaco di Roma.
Gabriella Buontempo:
già moglie dell’altro nostalgico Italo Bocchino.
Insomma un premio in famiglia e non poteva essere
altrimenti.
Credo di poter trarre una morale: non è possibile continuare
a subire personaggi come quello che ha ammorbato l’aria per un ventennio,
dobbiamo rinnovare la classe dirigente che dice di rappresentarci in parlamento
ma che, a ben vedere, ha deluso se non tradito le nostre aspettative. Un piccolo segnale lo abbiamo dato con l’esito di queste
parziali elezioni amministrative.
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