venerdì 11 maggio 2012

“PREMIO CARLI” ALL’INDECENZA


L’Italia è un Paese ingovernabile, bisogna riformare l’architettura istituzionale italiana.
La Corte Costituzionale è un organo politico in mano alla sinistra.
Al Quirinale ci sono una serie di tecnici che con la lente d’ingrandimento esaminano i dettagli della legge in base ai profili d’incostituzionalità e così leggi già approvate rischiano di tornare alle Camere.

L’autore di questi concetti da me, arbitrariamente, sintetizzati (ma a scopo benefico: per non farvi letteralmente morire dal ridere) è Silvio Berlusconi, ma non il Berlusconi di sette o otto mesi fa, ma il Berlusconi attuale, di oggi. Voi vi chiederete come mai continua a sentenziare e a sparare cazzate (scusate, ma quando ci vuole ci vuole) nonostante le malefatte del suo governo, nonostante sia stato messo a riposo, nonostante ciò che emerge dalle telefonate delle olgettine e nonostante la notevole recente performance elettorale. Vi chiederete, io me lo sono chiesto, chi gli ha dato ancora la parola ed ecco la verità.
Ricordate Guido Carli, il banchiere, il politico democristiano, il ministro, il presidente dell’Università LUISS? Non ho mai avuto grande stima di lui, lo ammetto, se non per la battaglia che ha condotto contro la P2. Ebbene, l’associazione che porta il suo nome ha conferito al nostro Silvio (fonte Wikipedia: tessera P2 n. 1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625) nientemeno che il “premio Carli” per la politica. E per non farci mancare nulla ha conferito a Vittorio Feltri il “premio Carli” per il giornalismo e forse conferirà a Nosferatu il “premio Carli” per il donatore di sangue.
Quindi: non soltanto ha preso la parola per confermare la sua inutilità politica ma proprio per questo motivo ha preso un premio e, beffa nella beffa, gli è stato conferito da un’istituzione, l’Associazione Guido e Maria Carli, che dovrebbe vedere il bassotto come fumo negli occhi. Non c’è più religione.
Curioso come una comare, sono andato a vedere chi sta dietro all'Associazione e al premio e, ve lo giuro, sono rimasto pietrificato: alcuni nomi, tanto per gradire.
Gianni Letta: presidente della giuria del “Premio Carli”, nessuna presentazione, già lo conoscete come il grigio e potente alter ego del capo.
Antonio Martusciello: politico e co-fondatore di Forza Italia e già dirigente di Publitalia’80.
Giovanni Minoli: l’ex pupillo di Bettino Craxi.
Mario Orfeo: direttore del Messaggero di proprietà della famiglia Caltagirone.
Barbara Palombelli: giornalista, collaboratrice in Mediaset per Matrix e Pomeriggio 5.
Tra i soci abbiamo anche:
Gianni Alemanno: nostalgico (il termine esatto sarebbe fascista), noto spalatore di neve e sindaco di Roma.
Gabriella Buontempo: già moglie dell’altro nostalgico Italo Bocchino.
Insomma un premio in famiglia e non poteva essere altrimenti.

Credo di poter trarre una morale: non è possibile continuare a subire personaggi come quello che ha ammorbato l’aria per un ventennio, dobbiamo rinnovare la classe dirigente che dice di rappresentarci in parlamento ma che, a ben vedere, ha deluso se non tradito le nostre aspettative. Un piccolo segnale lo abbiamo dato con l’esito di queste parziali elezioni amministrative.




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