Per la verità avevo deciso di non spendere nemmeno una
parola su questa tornata di votazioni amministrative, quasi fossero un
fastidioso pegno da pagare ma da dimenticare in tutta fretta, mentre è
necessario mantenere nel cuore quanto accaduto in questi tre giorni: l’assassinio
stragista e il terremoto, entrambi, questi sì, degni di lacrime e rispetto.
Ma ascoltando chilometrici e inutili servizi speciali delle
televisioni e leggendo qualche riga di editorialisti, tanto noti quanto
scientemente intruppati sia a destra che a sinistra, mi è montata la rabbia,
una sorta di ansia rabbiosa.
Il PD ha vinto, il PDL e la Lega sono ignobilmente scomparsi,
i Grillini (che non sono attributi maschili ridotti) hanno fatto il miracolo,
il Terzo pollo ha perso le penne: tutto da copione.
Queste dichiarazioni (non così sbrigative come ho
volutamente riportato) è probabile che abbiano in sé una parte di verità,
infinitesimale ben inteso, ma contengono un’enorme menzogna.
Tutti, e intendo proprio tutti, non si sono accorti, o fingono
di non accorgersene, che il Paese sta cambiando ed è sfinito da questi alteri
politicanti da strapazzo pieni di scheletri nell’armadio, vuoti d’idee ma capaci,
questo sì, di farsi gli affari loro.
Il Partito Democratico
ha vinto perché non c’erano avversari e non perché latori di un programma di
rinascita del Paese; e poi, se vogliamo dirla tutta, siamo sicuri che, per
esempio, a Genova sia una sua vittoria? e non mettiamo in conto che a Palermo,
tanto per citarne una, ha fatto la figura dello zerbino?
Il Popolo (?) della Libertà
(?) non dice nemmeno che ha perso, non c’è più e basta: certo, quale
proposta ha tentato e quali cose ha nascosto?
E la Lega che dà la
colpa della disfatta, ora, al suo grande capo e ai suoi figli e a sua moglie e
alla Rosi e al gatto: tutto vero ma la vera colpa è l’aver seminato l’odio, il
disprezzo delle regole e delle persone e l’aver governato come tutti, da
schifo.
Dei Grillini,
poi, non ne parliamo, non si capisce cosa vogliono ma, tanto per gradire, gli
eletti hanno iniziato a dichiarare che non sono Grillodipendenti e questo è già
un passo avanti; ma dichiarano anche di essere contro i partiti e la
partitocrazia: balle stellari, andando a elezione diventano, in automatico,
partito, benché al momento non ancora strutturato.
Ma chi vince allora? Questo è il mistero che mi interessa.
Il vero trionfatore mi pare sia l’astensionismo del quale però, e la cosa mi preoccupa enormemente,
non ne conosciamo veramente le motivazioni e tentiamo, spesso per
autoconsolarci, di assumercene l’appartenenza come se fossero solo
momentaneamente “in sonno” in attesa di tempi migliori e non, invece, incazzati
neri per i tempi e per gli uomini attuali.
Ci dicono che hanno votato, nella media nazionale, il 51%
degli aventi diritto ma poi scopriamo che a Genova e a Palermo, due grandi
città, siamo al 39% hanno cioè stravinto, numeri alla mano, coloro che non sono
andati al voto.
Cari Bersani, Alfano,
Maroni, Grillo e tutti gli altri vostri compari avete perso tutti: credo
abbiate molte cose da fare e la prima è andarvene definitivamente dalla scena
politica; ma se proprio volete restare e se ci volete, dovete incominciare
finalmente a fare politica a partire dalla gente, dai cittadini perché non
siete in missione per conto di dio.
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