mercoledì 16 maggio 2012

PARLAMENTARI: puah


Lunedì nero per tre scolaresche in visita didattica a Montecitorio: dovevano vedere funzionare la democrazia rappresentata da 630 parlamentari eletti dai loro genitori e dai loro insegnanti e invece hanno assistito allo sfregio della politica. In aula erano presenti solamente una ventina di parlamentari, pari al 3,17%.
Ingenui questi ragazzini e ingenui anche i loro insegnanti che pensavano che l’argomento del contendere in parlamento fosse così importante da obbligare tutti i partiti a un acceso quanto produttivo (e didatticamente esemplare) dibattito: il taglio dei finanziamenti pubblici ai partiti.
Ingenui perché non sanno che ciò che interessa veramente alla gente, a quelli che devono farsi i conti in tasca per arrivare a fine mese, è inversamente proporzionale a ciò che interessa a questi eletti-mantenuti. Tutti, dopo il caso Margherita e il caso Lega, hanno gridato allo scandalo, si sono strappati i capelli, hanno usato il metodo Scajola (tutto a loro insaputa), hanno promesso di porre radicalmente rimedio agli errori (che io chiamerei truffe) e, infatti, quando finalmente giunge il momento di prendere una decisione, si arriva all’unanimità d’intenti: succede il fuggi fuggi generale, non si presentano in aula, non accendono un dibattito. Tutti, nessun partito escluso.
Che schifo.
Ma non è finita lì.
Ieri, la commissione Affari Costituzionali e Giustizia della Camera doveva lavorare sul disegno di legge anticorruzione e, infatti, lavoro c’è stato: in un’ora e mezzo, a causa della raffica d’interventi da parte specialmente dei parlamentari Pdl, si è votato un solo emendamento con il chiaro scopo di non arrivare mai a conclusione e, come succede ormai spesso, insabbiare il tutto e andare in parlamento con la vecchia proposta Alfano (quello delle leggi ad personam). Tutto prevedibile, intendiamoci, basti riflettere sulla pensata degli amici del nano impomatato che volevano inserire nel disegno di legge una norma sulla concussione che avrebbe cancellato il processo Ruby: non sono riusciti, per ora nell’intento, e allora ecco scattare la ritorsione.
Che schifo.
Non vi basta? Allora vi accontento.
Si sarebbe dovuto ripristinare la legge del falso in bilancio, praticamente cancellata dalla legge ad personam che Berlusconi si è creata a proprio uso e consumo, avendo come base di discussione la proposta di legge dell’Italia dei Valori. Ecco fatto: i deputati Pdl (Berlusconi-Alfano), Udc (Casini) e Fli (Fini- Bocchino), approvano in commissione Giustizia e con il parere favorevole del governo un emendamento che, di fatto, svuota la proposta di legge salvo poi, governo e Fli, invocare l’errore e la promessa di rimediare in aula.
Che schifo.
Mandiamoli a casa.






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