Lunedì nero per tre scolaresche in visita didattica a
Montecitorio: dovevano vedere funzionare la democrazia rappresentata da 630
parlamentari eletti dai loro genitori e dai loro insegnanti e invece hanno assistito allo sfregio
della politica. In aula erano presenti solamente una ventina di parlamentari,
pari al 3,17%.
Ingenui questi ragazzini e ingenui anche i loro insegnanti
che pensavano che l’argomento del contendere in parlamento fosse così
importante da obbligare tutti i partiti a un acceso quanto produttivo (e
didatticamente esemplare) dibattito: il
taglio dei finanziamenti pubblici ai partiti.
Ingenui perché non sanno che ciò che interessa veramente
alla gente, a quelli che devono farsi i conti in tasca per arrivare a fine
mese, è inversamente proporzionale a ciò che interessa a questi
eletti-mantenuti. Tutti, dopo il caso Margherita e il caso Lega, hanno gridato
allo scandalo, si sono strappati i capelli, hanno usato il metodo Scajola
(tutto a loro insaputa), hanno promesso di porre radicalmente rimedio agli
errori (che io chiamerei truffe) e, infatti, quando finalmente giunge il momento di prendere
una decisione, si arriva all’unanimità d’intenti: succede il fuggi fuggi
generale, non si presentano in aula, non accendono un dibattito. Tutti, nessun
partito escluso.
Che schifo.
Ma non è finita lì.
Ieri, la commissione Affari Costituzionali e Giustizia della
Camera doveva lavorare sul disegno di
legge anticorruzione e, infatti, lavoro c’è stato: in un’ora e mezzo, a
causa della raffica d’interventi da parte specialmente dei parlamentari Pdl, si
è votato un solo emendamento con il chiaro scopo di non arrivare mai a
conclusione e, come succede ormai spesso, insabbiare il tutto e andare in
parlamento con la vecchia proposta Alfano (quello delle leggi ad personam).
Tutto prevedibile, intendiamoci, basti riflettere sulla pensata degli amici del
nano impomatato che volevano inserire nel disegno di legge una norma sulla
concussione che avrebbe cancellato il processo Ruby: non sono riusciti, per ora
nell’intento, e allora ecco scattare la ritorsione.
Che schifo.
Non vi basta? Allora vi accontento.
Si sarebbe dovuto ripristinare la legge del falso in bilancio, praticamente cancellata dalla legge ad
personam che Berlusconi si è creata a proprio uso e consumo, avendo come base
di discussione la proposta di legge dell’Italia dei Valori. Ecco fatto: i
deputati Pdl (Berlusconi-Alfano), Udc (Casini) e Fli (Fini- Bocchino), approvano
in commissione Giustizia e con il parere favorevole del governo un emendamento
che, di fatto, svuota la proposta di legge salvo poi, governo e Fli, invocare l’errore
e la promessa di rimediare in aula.
Che
schifo.
Mandiamoli a casa.
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