venerdì 25 maggio 2012

UNA POLITICA ESTREMA PER PIGRI E LAGNOSI


Che noi italiani fossimo degli strani, non è cosa nuova e nemmeno tanto scandalosa. Non è nemmeno nuova e scandalosa, ma sicuramente più dolorosa, l’idea connaturata in noi italiani che è bello autoinfliggersi le martellate sugli zebedei. Siamo fatti così, se non soffriamo non ci apprezziamo.
Questa perla di saggezza mi viene dopo aver letto, di prima mattina, un paio di articoli su un paio di giornali nazionali. Non essendo dedito alla bestemmia come intercalare, mi è venuto naturale snocciolare un rosario di parolacce da far allibire il più incallito camallo genovese.
Montezemolo vuole scavalcare Berlusconi rubandogli i moderati; Monti promette gli eurobond prossimi venturi in attesa che si raffreddino le spoglie mortali dell’Angelina Merkel; il nostro Angelino Alfano (ognuno ha l’Angelino/a che si merita) tra le lacrime e le bastonate promette impossibili fuochi d’artificio; Lusi snocciola i nomi di coloro che hanno preso la “paghetta” attingendo da soldi pubblici (ne vedremo delle belle); Maroni, il vergine (nelle narici, forse), ci vuole far credere che la Lega non si presenterà in parlamento alle prossime elezioni politiche; Grillo urla e impreca per cavalcare lo scoramento generale “…sentendosi come Gesù nel tempio…”; tutti quelli che contano sono presenti al funerale di un sindacalista morto nel 1948; la Camera respinge, chissà perché, la proposta dell’Italia dei Valori che intendeva negare i fondi ai partiti che candidano degli impresentabili; la Fornero, dio la stramaledica, vede solo licenziamenti; e potrei continuare fino a domani mattina senza prendere fiato.
Ci appassioniamo, così, nel sentire che una formazione politica potrebbe non andare alla competizione elettorale e mettere sul piatto le proprie idee e le proprie soluzioni per un Paese migliore, come se il Parlamento ci fosse, per natura, nemico.
Ci sentiamo d’accordo con il tragicomico, e resta tale, Grillo quando sfida il mondo politico rinunciando ai rimborsi elettorali (ora che non ne ha diritto) come se i rimborsi (non questi e in questa quantità, ovviamente) non fossero invece l’antidoto al dominio delle lobby e di finanziatori interessati.
Insomma, ci esaltiamo per ogni cosa estrema.
Tutti noi siamo schifati da un Parlamento che vediamo pieno di ladri, mafiosi, fannulloni, voltagabbana, inetti e vogliamo tutti, come soluzione, chiuderlo autoinfliggendoci, appunto, le martellate sugli zebedei.
A me parrebbe invece che esiste una soluzione semplice semplice che è in armonia con la costituzione, con la democrazia, con la trasparenza nella vita pubblica, con il raziocinio, con il welfare, con il diritto al lavoro: eleggiamo persone e cittadini che possano rappresentarci, che non siano inquisiti e impresentabili, non dediti al meretricio morale ed economico, normali insomma, e che siano veramente al servizio del Paese.
Come?
Imponiamolo ai nostri partiti di appartenenza, occupandone pacificamente, ma senza esitazioni, le sedi e le segreterie, pretendendo non solo l’ascolto (che questo non si nega a nessuno) ma anche la soluzione alle nostre rimostranze; snobbiamo i vecchi baroni della politica, lasciamoli parlare a sale vuote e diamo credito al nuovo che non potrà sicuramente fare peggio del vecchio; usiamo la stampa e il web per raccontarci; andiamo nelle piazze a proporre fatti positivi quindi politica vera. Ma se tutto questo è impossibile, formiamo nuovi partiti, nuove aggregazioni politiche e sociali.
Semplice, se non fossimo pigri e lagnosi.



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