giovedì 5 luglio 2012

L’ALLOCCO E LA FAVOLA DEL TRAPASSATO


Le favole, delle quali vieterei il racconto ai bambini perché spesso esse sono di inaudita crudeltà, chiudono quasi sempre con l’orrenda morte del cattivo e la vittoria del bene sul male e, appunto per questo, sono definite favole, irreali e irrealizzabili, insomma: bugie, grossolane menzogne per allocchi, fantasticherie per romantici impenitenti e pie vecchiette sgranocchianti rosari con la destra e rossi cornetti portafortuna con la sinistra.
Come dire che Silvio Berlusconi è morto (politicamente s’intende poiché è certo che fisicamente ciò non potrà mai accadere, dio è avvisato) cioè l’orrendo mostro moderno finalmente è trapassato, non c’è più, è stato sbudellato e ha vinto il bene. Questa è la favola più cinica che abbia mai sentito e vissuto, è la favola che ci raccontano e ci raccontiamo nella speranza che si avveri, una crudele bugia.
Berlusconi è morto? A me pare che la politica di Mario Monti e dei suoi ministri, Elsa Fornero in testa, sia per nulla diversa da quella del suo predecessore eccetto che nella forma: il bocconiano usa una “ferma” gentilezza, una specie di supposta di glicerina, mentre il satrapo libertino neppure quella, a lui piace violentare. Nella sostanza: togli ai poveri per darlo ai ricchi.
Berlusconi è morto? Si parla di Rai (che dovrebbe essere la diretta concorrente di Mediaset di proprietà del Berlusca) e immediatamente il parlamento, a maggioranza orfana del bassotto imbrillantinato, si risveglia dal torpore e impedisce l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione. Persino la seconda carica dello stato, il presidente del Senato della Repubblica, tale Renato Schifani (ma chi è costui? Wikipedia: nel 1979, praticante legale nello studio del deputato DC Giuseppe La Loggia, fu inserito da quest'ultimo nella società di brokeraggio assicurativo Sicula Brokers, di cui facevano parte il figlio Enrico La Loggia, futuro politico di spicco di Forza Italia, ed alcuni soci che negli anni 1990 furono incriminati per associazione mafiosa o concorso esterno in associazione mafiosa), si inventa un marchingegno per far piacere alle tasche del “defunto” capo e così impedire o pilotare, con i suoi poteri conferiti dalla Costituzione, la regolare elezione del Consiglio della RAI, ente di stato. Una vergogna istituzionale. Un modo mafioso di praticare la democrazia.
Berlusconi è morto? Ma fatemi il piacere! È vivo e vegeto più che mai e usa i suoi allocchi (come per le favole) per continuare a depredare.
Amico mio, non essere allocco.




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