Debbo ammettere che l’inaugurale pianto della ministra del
lavoro e delle politiche sociali e mia coetanea, la professoressa Elsa Fornero, anch’essa immanicata con
banche e banchieri, mi aveva fatto sobbalzale dalla mia comoda poltrona:
possibile che un ministro abbia come dote l’umanità e come organo vitale e
pulsante un cuore?
Ero l’unico, tra i miei amici, ad avere questo impulso di
benevolenza quasi sentimentale e, come potete immaginare, sono stato oggetto di
non pochi sarcasmi.
Avevo torto, torto marcio: con quelle lacrime (anche gli
attori sanno piangere a comando) ci ha solo voluto dare una dimostrazione
minimale delle lacrime che in seguito tutti noi, suo popolo, avremmo pianto e
che piangiamo oggi.
Le sue lacrime non erano l’espressione di un sentimento di
umanità nel pronunciare la parola “sacrificio” ma la rappresentazione teatrale
della sua “mission”: lacrime e sangue, disperazione e suicidi.
Dobbiamo però considerare che ciò che sta succedendo non è
solo il frutto di isteria o incompetenza di un ministro, c’è anche questo
ovviamente, ma risponde a un disegno ben congegnato e, devo riconoscerlo, ben
pilotato. L’idea, il disegno, è di una elementarità persino disarmante:
rifacciamo il mondo, diamolo in mano a pochi “semidei”, togliamo tutto al
popolo, anche la capacità di ragionare. E, per realizzare questo, mentire al “popolo”sapendo
di mentire e sapendo che tutti sanno che stai mentendo non è un accidente ma è,
per questa genìa di tecnici-governanti, un motivo di onore. Non si
spiegherebbero altrimenti le lacrimose menzogne dell’insopportabile e
demenziale Elsa in merito, per esempio, alla sua riforma pensionistica
strangola dipendenti o, ed è il caso più eclatante, tutta la falsa disputa sui
numeri degli esodati (lei, la ministra, i numeri li conosce bene e non sono
quelli che lei stessa ha comunicato). Se ne è accorto persino il mediocre Raffaele Bonanni, leader della CISL: “Il ministro Fornero dice bugie. Non c'è uno
scaricabarile tra lei e l'Inps, ma è il ministro che ciurla nel manico, dice
bugie quando afferma che non ha i numeri sui lavoratori esodati”.
Non so come etichettare tutto questo: fascismo? liberismo?
neo liberismo? massoneria? razzismo?
So per certo, però, che la conseguenza di tutto questo è una
reale schiavitù materiale e morale delle persone e specialmente dei poveri, dei
ceti popolari, dei senza voce e, per contro, un reale e spudorato beneficio per
pochi sedicenti privilegiati.
So per certo, anche, che le cose non si risolvono per magia
ma che occorre impegnarsi quotidianamente perché si cambi rotta, si cambi
mentalità, si cambi politica perché l’uomo (tutti gli uomini e non solo quei
quattro disgraziati che governano il mondo con le loro banche) ridiventi positivamente
il centro della vita politica e sociale.
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